Le Piccole Interviste: Tina Massariello.

Le connessioni. Hanno qualcosa di inspiegabile, legato al destino, ma per nulla casuale.

Tina è un’altra preziosa conoscenza arrivata dai Social. Una Donna che ho iniziato a seguire con curiosità, ammirazione.

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Tina Massarello è il mio nuovo “Woman Crush”, esperta di Energie e Potere femminile: con grandissimo piacere vi lascio a lei e alla sua Piccola Intervista.

“Prima di tutto grazie per questa bella occasione che mi offri e mi da’ la possibilità di riflettere, vedere da dove arrivo e dove vogliono andare, ma soprattutto di essere presente a me stessa.” Tina.

Tina, raccontaci chi sei e del tuo Mondo.

Questo viaggio è iniziato tanti anni fa, avevo 19 anni quando ho intrapreso un ascolto interiore che poi non si è mai fermato, ma ha assunto svariate forme, quella più significativa che mi ha aperto al mio mondo femminile è l’essere diventata Moon Mother grazie a Miranda Gray, creatrice della bellissima tecnica della Benedizione del Grembo; ho scoperto un mondo variopinto e potente dentro di me, ricco di potenzialità e forza ricordo ancora lo stupore quando ho compreso che tutto ciò che mi accadeva ogni mese, era semplicemente e divinamente naturale e quindi non ero matta!

Ho iniziato cosi a sentirmi sempre più integra, energica e connessa alla Madre Terra e alla Luna e come non poter diffondere tutto ciò anche alle altre Donne?

Non posso farne a meno, è diventato viscerale per me parlare di mestruazioni, ciclicità, fase premestruale, maternità, affettività, fertilità.

Continuo a formarmi, ma sempre con un orecchio verso il mio interno e uno verso l’esterno, perché unico modo che conosco per sostenere ed accompagnare le altre donne è prima di tutto conoscere me stessa.

Dopo il percorso con Miranda, da poco ho conseguito il percorso come Moon Mother di terzo livello, ho scoperto un mondo affascinante , tra cui quello della Tenda Rossa.

Principalmente la Tenda Rossa è il luogo dove la donna viene accolta dalle altre e può manifestarsi in tutta naturalezza, ma principalmente le tende rosse nascono come luogo per parlare delle proprie mestruazioni, della menopausa e di tutto ciò che è connesso al mondo donna.

Nella mia tenda rossa porto anche le celebrazioni del menarca, per le ragazze e/o le madri affinché possano vivere questo passaggio con serenità e soprattutto per essere celebrate, quindi una sorta di rito di passaggio.

Trovo sia fondamentale recuperare i riti di passaggio per i nostri adolescenti, che più o meno inconsciamente li fanno già da soli a modo loro, quindi ridare potere e consapevolezza a questi aspetti, aiuta sicuramente l’adolescente a sentirsi più dotato di una forza consapevole, oltre a non sentirsi solo/a.

Ci tengo particolarmente a quest’argomento del menarca perché ho una figlia di tredici anni e osservo quanto faccia fatica ad accettare le mestruazioni, nonostante partecipi a volte alle varie attività che le propongo.

Spesso la ragazza arriva alle mestruazioni senza neppure sapere cosa sono, ne ha paura, arriva persino ad odiarle, quindi il mio intento è quello di generare in loro stupore, meraviglia, curiosità e festeggiarle nella tenda rossa è un bellissimo modo di entrare nel mondo della donna avendo la percezione di custodire nel proprio grembo un tesoro prezioso che tutti i mesi si ripeterà; inoltre quando le ragazze scoprono gli archetipi legati alla ciclicità, la Vergine, la Madre, l’Incantatrice e la Strega restano stupite e sono desiderose di conoscerle, una ragazza mi ha chiesto: “ma tutto questo succede tutti i giorni?”

Non è facile proporre quest’argomento, perché ci sono molte resistenze al riguardo e spesso mi viene detto: perché festeggiare una cosa che alla fine è naturale?

Ho provato a proporlo nelle scuole ma è un’impresa ardua, quindi confido nel passaparola e nelle sensibilità delle madri.

Tra i miei “attrezzi da lavoro” ho un tesoro che si chiama HEAL THE WOMB MASSAGE o FERTILITY MASSAGE: è un trattamento che ho imparato da Clare Spike, una bomba di energia! Definirlo tecnica è riduttivo, nasce dalla fusione potente di una serie di tecniche che, una volta combinate, apportano armonia ed equilibrio all’apparato digerente, a quello riproduttivo e alla zona sacrale, ma a livello probabilmente più importante, vanno a risvegliare e a ri-connettere le donne ai loro corpi, e in special modo al loro utero.

Questo trattamento nutriente e rilassante può aiutare con:
fertilità, cicli irregolari, dolore premestruale, cisti, endometriosi, sintomi della menopausa, gonfiore, costipazione; rilascia gentilmente queste tensioni, lasciando più libero il corpo e la mente oltre ad influenzare positivamente la circolazione sanguigna, linfatica ed il sistema nervoso.

E’ un trattamento adatto a tutte le donne di tutte le età e io lo adoro perché mi da la possibilità di evolvere nella ricerca personale e di accompagnare la donna a sentire il suo grembo, arrivando a volte a rivivere la sua nascita!

Il Womb-blessing di Miranda Gray o Armonizzazione del grembo, come dicevo all’inizio, apre la donna al suo Divino Femminile, è un’energia dolce avvolgente che sa arrivare talvolta come un fiume in piena. Armonizza il ciclo mestruale, sostiene nei momenti di passaggio e fa sentire sacre, sacre alla presenza della Vita, della Dea, della Madre Terra e non ultima la Luna, alla quale la donna è intimamente connessa con il suo ciclo mestruale. Diventare Moon Mother rappresenta una chiamata prima di tutto verso se stesse e poi verso un eco lontano, quello della Dea, che aspetta che ognuna di noi ri-torni ad essere una donna felice, presente, intima a se stessa, questo porta beneficio all’amore, all’amore di coppia, al rimettere ordine li dove regna il caos.

Come Moon Mother di terzo livello, terminato il periodo di integrazione, potrò offrire le wombblessing per ognuno degli archetipi presenti nel ciclo mestruale. Sono felice di questo perché mi permetterà ancora più profondamente diportare consapevolezza nella ciclicità e in particolare rispetto alla fase premestruale, che tanto da da fare con le burrascose energie dell’incantatrice.

Il libro che consiglio di leggere è “Luna Rossa”di Miranda Gray che ben spiega le varie fasi del ciclo, oltre a fornire ottimi strumenti pratici.

Mi chiedi quali siano le mie prospettive future… sicuramente di continuare ad evolvere nel mio ascolto interiore, restando fedele a questo forte richiamo, che considero tale per me, perché sento che porta beneficio a tutto ciò che mi circonda e non posso fare altro che diffondere e diffondere e ancora diffondere amore, speranza e voglia di star bene.

Continuo i miei passi uno dopo l’altro su questo sentiero, cercando di sentire Madre Terra sotto di me e intorno a me che mi sostiene, non faccio molti progetti, vivo nel quotidiano e ascolto ciò che arriva e sto nell’acqua cercando di lasciarmi dondolare.

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Grazie Tina per ogni singola parola, di aver condiviso qualcosa di personale e di essere così preziosa.

QUESTI SONO I RIFERIMENTI SOCIAL DI TINA MASSARIELLO:

Pagina Facebook

Erika

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Le Piccole interviste: Kamela.

Un anno fa complice l’algoritmo di Facebook, ho avuto la possibilità di entrare in contatto con Kamela.

Subito incuriosita da lei, dalla sua vita e dalla sua famiglia la seguo con piacere, partecipo alle discussioni sui suoi post ed emozionata la vedo percorrere un cammino in salita, sposarsi e crescere le sue figlie con sua Moglie Natascha.

Quando il progetto delle Piccole Interviste iniziava a prendere forma, nella mia check list avevo lei e, anche se imbarazzata, le ho chiesto se avesse piacere di parlarmi di lei, della sua storia che sentivo dovesse essere raccontata.

Vi lascio, dunque, con Kamela e la sua vita – ora – a colori:

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Ciao, sono Kamela e ho 26 anni, quasi 27, ma finché non si compiono meglio non esagerare… Sono una mamma ed amo una donna.

Prima di arrivare alla Donna che sono oggi, ho conosciuto tantissime me che sapevo di poter essere.
Nasco in una famiglia multietnica e poco stabile, mio padre una persona poco paziente non aperta al dialogo, mia mamma molto labile e debole, poi questa sua debolezza diventerà molto difficile da gestire fino ad allontanarci definitivamente.

Arrivo in Italia all’età di quattro anni dopo essere cresciuta tra nonni e collegio mentre i miei cercavano fortuna, ma questa fortuna si fece desiderare a lungo, tanto che con i miei genitori vivemmo per un periodo in macchina, poi papà iniziò a lavorare come muratore e trovammo una casa. Ho ricordi ovviamente un po’ confusi ma le sensazioni le porto dentro ancora.

All’età (mia) di sei anni arrivammo in Friuli e già avevo cambiato spesso Asilo. Qui mia madre conobbe una signora anziana, senza parenti, che ci propose vitto e alloggio in cambio di compagnia, faccende.

Iniziai così le elementari, finalmente trovammo un po’ di stabilità, mio papà trovò lavoro in una fabbrica e iniziammo ad avere i soldi per la spesa, per la vita, anche se ricordo con dispiacere che non avevo un diario scolastico come gli altri bimbi, ma un’agenda di quelle che ti regalano in posta, non avevo neppure un grembiule mio, ma passato da fratelli grandi dei miei compagni di classe. Io ero comunque felice, avevamo una casa, con un fienile dove io passavo gran parte delle mie giornate.

Ero molto brava a scuola, ho imparato in fretta la lingua e per evitare di essere presa in giro dai miei compagni e bullizzata, perché straniera e povera mi impegnavo ad essere impeccabile. Quanti “perché” dietro a quel mio essere perfezionista. 
In tutto questo vivevo forti disagi in famiglia, mio papà era molto assente, rincasava tardi, beveva, picchiava la mamma. Io difendevo la mia mamma e a  volte svenivo dalla paura. La situazione si ripeteva spesso.
E con mia mamma si andava d’accordo finché si obbediva altrimenti dava di matto ed avrei avuto solo botte e urla, così imparai ad essere sempre più perfetta, sempre più brava.

Gli anni passavano ed io crescevo e “questo zio” se ne accorgeva.
Avevo quasi nove anni quando arrivò mia sorella.
Che bella che era!
Mio papà sempre violento, urlava anche se lei dormiva.. che rabbia.

A circa 10 anni lo zio di cui ho fatto accenno iniziò a toccarmi, questa cosa divenne sempre regolare, mia madre lo lasciava spesso con me nonostante io non volessi. Non gliene parlavo perché sapevo che avrebbe reagito male e di mio papà avevo paura,

oltre che vergogna.
Così passarono circa 3 anni finché grazie alla mia prima relazione amorosa con una mia compagna di classe, mi resi conto che quello che accadeva con lo zio non erano coccole e scambi d’affetto, bensì qualcosa di molto più intimo e personale; decisi così di parlarne con mia madre.

La sua reazione fu esattamente come me l’aspettavo.
Poco dopo scoprii che mia mamma e lo zio avevano una relazione.
Mi sentii sprofondare. Da quel momento non mi fidai più di nessuno, mi chiusi per un lungo periodo in me stessa.
Avevo circa 17 anni quando ricominciai a volermi relazionare con altre persone. Iniziai a conoscere qualche ragazza, qualcosa mi mancava. Volevo avere il pieno controllo del mio corpo, così iniziai a sedurre uomini, spesso più grandi di me, solo per condurre il “gioco”.
Dovevo fare il mio percorso per metabolizzare quello che mi era stato tolto.
Così cominciò un periodo di fatica. Volevo Lei ma sentivo di non stare bene e credevo di aver bisogno di Lui per esercitare il mio potere.
Ad oggi sento di aver perso così tanto tempo, ma penso che se non fosse andata così chissà dove sarei ora.
Sono cresciuta, tanto, sono mamma, siamo una famiglia omogenitoriale e questa scelta non è stata ben accolta dalla mia famiglia, anche se non ho altra Famiglia se non quella scelta e costruita con mia moglie Natascha.

Ci siamo sposate ed ora stiamo per avere un altro bimbo. Siamo ben integrate nella comunità, vorremmo solo essere più tutelate e  fare in modo che come famiglia lo siano anche i nostri figli. Desideriamo, in quanto cittadine italiane, avere lo stesso trattamento di coppie-genitori eterosessuali.

Non ho più rapporti con i miei genitori e con mia sorella, ma mi sento davvero libera, Sono felice e fiera di me! Ho raggiunto tutti i miei obiettivi senza l’aiuto di nessuno e con

mia moglie al mio fianco so che possiamo affrontare tutto!
Per il nostro futuro vorremmo sicuramente più integrazione, più accoglienza, più rispetto per i nostri figli che non devono avere niente di meno e niente di più rispetto agli altri bimbi.
Siamo famiglie normali, litighiamo come tutti, facciamo la pace, ci supportiamo esattamente come tutti.
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Alla fine del tuo racconto, mi hai ringraziata.
Cara Kamela, sono io ad essere profondamente grata a te e non fai che rinforzare la mia urgenza di essere parte di questa rivoluzione di cui la nostra società ed il mondo intero ha profondamente bisogno.
Peace,
Erika.

 

 

 

 

 

Le Piccole interviste: Martina Carabetta.

Conosco Martina e la sua missione da molti anni, ricordo la mia richiesta d’aiuto disperata quando ho partorito la mia seconda figlia.

Ero incappata nel labirintico mondo dell’allattamento misto, che poi a pensarci ora, avrei solo dovuto seguire maggiormente il mio istinto, eppure è per questo che esistono le Donne come Martina.

Questa meravigliosa Donna è stata un fuoco fatuo, ha risposto al mio s.o.s facendosi chiamare alla mattina presto. Quella chiacchierata la ricordo ancora, carica di speranza, risposte rassicuranti e lacrime (mie).

Ecco perché ho voluto lei come apripista di questa serie di “interviste”. Buona lettura.

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Martina, raccontiamo un po’ chi sei di cosa ti occupi nel dettaglio.

Io sono IBCLC, cioè Consulente Professionale in Allattamento Materno, e fondatrice e Presidente di Latte & Coccole, associazione culturale con sede a Roma, che si occupa di sostenere i genitori e in particolare le mamme, nella nascita e primissima infanzia.
Mi occupo come IBCLC di aiutare le mamme ad allattare, e come Presidente di Latte & Coccole, promuovo una genitorialità consapevole e quello che viene definito “attachment parenting” (fare il genitore con attaccamento). Attraverso l’associazione offro uno spazio sia fisico, nella sede di Roma, che virtuale, dove le mamme e i papà possono riconoscersi nel loro stile genitoriale di ascolto, contatto, dove allattare finché madre e bambino lo desiderano, svezzare il bambino con i cibi della famiglia nei modi e quantità che lui ci mostra, passare insieme tempo con piacere e rispettosa osservazione dello sviluppo del bambino, accudire con ascolto e fidandosi dei segnali che ci ri-manda il bambino sono presupposti di una relazione sana e emotivamente ricca per tutti.

come ti sei avvicina al mondo dell’allattamento, dell’accompagnamento delle donne in gravidanza e post parto?

La faccenda è nata nel 1993, quando sono diventata mamma per la prima volta. Credevo di essermi preparata adeguatamente, avendo frequentato un corso preparto, studiato libri rivolti a neomamme, collezionato riviste specializzate. Ma quando è arrivato mio figlio, tutta la teoria è andata a farsi benedire. L’allattamento è partito subito male, con immediate integrazioni di latte artificiale, doppie pesate, e tutto il corollario. Considera che 25 anni fa non c’era neanche un ospedale a Roma che facesse il rooming in (non si sapeva proprio cosa fosse!), e la norma era che i bambini fossero portati ad orario con il biberoncino nella culletta già pronto con una dose calcolata sulla base della doppia pesata fatta alla poppata precedente. Mio figlio arrivava sempre già satollo dell’aggiunta che gli davano al nido, e dormiva per tutto il tempo consentito per stare insieme. Insomma ottime premesse per partire col piede… sbagliato! Dimessa con la tabellina delle aggiunte, a casa ho provato a seguire le indicazioni che mi avevano dato e per risultato in pochi giorni l’aggiunta aumentò fino a diventare la quasi totalità della sua alimentazione, io provavo a tirare con un terrificante tiralatte a siringa in vetro che non sapevo neanche usare bene, e i consigli della pediatra non fecero che portare più velocemente quel disastro a un peggioramento: il pupo iniziò a rifiutare del tutto il mio seno. È stato solo l’incontro fortuito con una Consulente LLL che mi ha permesso di salvare l’allattamento e scoprire che c’era un “mondo” di cui ignoravo totalmente l’esistenza.
Dopo alcuni anni, in cui avevo frequentato assiduamente incontri per mamme, seminari, convegni, affiancato Consulenti, studiato decine di libri, ho fatto richiesta per diventare Consulente io stessa, e così, eccomi qua.

Come è nata l’idea di Latte e Coccole? Parlaci della tua associazione.

Dopo un po’ di tempo in cui facevo solo consulenze domiciliari mi resi conto che non bastava. A Roma (e in generale in Italia) all’epoca non c’erano spazi su misura di madre e bambino, e esistevano solo gli incontri mensili LLL, ma appunto, erano periodici. Mi rendevo conto che serviva un sostegno più presente, come già succedeva nei Paesi anglosassoni. Così ho iniziato prima con una amica ostetrica a offrire corsi di accompagnamento alla nascita, e quando non sono stata più soddisfatta neanche di questo, ho cercato un posto dove poter offrire alle mamme molte altre attività, molte delle quali io stessa come mamma avrei voluto avere anni prima.
Latte & Coccole è nato quindi per essere un punto di riferimento per i neogenitori e in particolare le donne, in una società dove i bambini sono pochi e si diventa madri spesso senza nessuna precedente esperienza tra amiche e parenti.
Mamme e papà che si rendono conto che il modello genitoriale che viene loro proposto non se lo sentono addosso, o che si rimettono in discussione grazie ai loro figli che mandano segnali ben chiari di cosa li facilita nella crescita e cosa li mette in difficoltà. Non è facile contrastare il modello “non prendere in braccio che si vizia-non allattare più di tot mesi sennò non ti si stacca più-non lasciarlo comandare fagli capire subito chi comanda”: ci si sente mosche bianche!
Io per prima mi ero sentita una mosca bianca e avevo faticato a trovare un gruppo di genitori che vedevano le cose in modo diverso. E la cosa incredibile era che avevano anche solidissime basi scientifiche!
Così ho voluto divulgare e restituire un po’ di quello che io stessa avevo trovato utile per me e i miei figli. Un posto che avrei voluto quando sono diventata mamma!

Chi è una IBCLC?

La IBCLC è una figura professionale sanitaria nata negli USA, dove affianca anche il personale ospedaliero. La IBCLC si occupa specificatamente di allattamento e possiede le competenze tecniche e di relazione per prevenire, riconoscere e superare gli ostacoli ad un allattamento sereno.
Grazie alla specifica formazione, la IBCLC sostiene, guida e informa le mamme e i papà, rispetto alla gestione dell’allattamento, in modo individualizzato e rispettoso delle priorità e del vissuto della madre, del bambino, e di tutta la famiglia, in ogni momento dalla gravidanza allo svezzamento.
La IBCLC possiede le capacità, le conoscenze e gli atteggiamenti per identificare i bisogni della coppia madre-bambino allattato al seno al fine di prevenire, riconoscere e risolvere le eventuali difficoltà legate all’allattamento e per intervenire in modo specifico se subentrano difficoltà.
La Consulente per l’allattamento materno può intervenire in ogni fase del processo di allattamento, che inizia con la gravidanza e termina con la fine dell’allattamento materno, quindi già nei corsi preparto e in reparto maternità. Molto importante è il momento delicato dell’immediato postparto e del rientro a casa, ma anche qualsiasi altro momento successivo durante l’allattamento e fino allo svezzamento del bambino dal seno .

La certificazione IBCLC, quando nasce? Come la si consegue?

La Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC è una professionista della salute che si occupa specificatamente della coppia madre-bambino in allattamento e si è preparata nel settore che riguarda la lattazione umana. Il compito dell’IBCLC consiste nel seguire le mamme da quando aspettano a quando svezzano il bambino dal seno, offrendo un counselling individualizzato ed attento alle esigenze e richieste della diade mamma-bimbo.
Questa figura professionale è nata negli Stati Uniti negli anni ’80 ed è arrivata in Italia alcuni anni più tardi, nel ’91. Alla data attuale in Italia vi sono circa 200 IBCLC certificati nel nostro Paese, per la maggioranza operatori della salute che lavorano presso strutture di vari tipo (ospedali, cliniche, consultori, ecc), e un piccolissimo manipolo come me che fanno la cosiddetta pratica privata, dedicata specificatamente al sostegno dell’allattamento.
Per diventare IBCLC si deve superare l’esame gestito dall’ ente internazionale  IBLCE (International Board Lactation Consultant Examiner). Per fare domanda di ammissione all’esame si deve certificare di avere già conoscenze, competenze, esperienza pratica ed approfondita nell’aiuto alle madri in allattamento. In pratica, il candidato deve possedere diversi anni di pratica nel campo dell’allattamento materno, nonché una formazione aggiornata e specifica in questo campo. L’esame per accedere al diploma è riconosciuto a livello internazionale e si tiene una volta l’anno lo stesso giorno in tutto in mondo. Ogni 5 anni, poi, ci si deve ricertificare. Il nostro campo, infatti, è in continua evoluzione e il meccanismo automatico di formazione continua e di ricertificazione delle competenze garantisce la serietà della professione, l’aggiornamento continuo e tutela le madri e i bambini rispetto alla serietà, aggiornamento e competenza della persona alla quale si rivolgono.

La qualifica si acquisisce superando l’esame gestito dall’ ente internazionale IBLCE (International Board Consultant Lactation Examiners) e mantenendo l’aggiornamento costante grazie a periodiche riqualificazioni per titoli ed esami (ogni 10 anni l’esame deve essere ripetuto). Per accedere all’esame è necessario presentare un curriculum che certifichi che il candidato possiede anni di pratica nel campo dell’allattamento materno, nonché una formazione aggiornata e specifica. L’esame per accedere al diploma è riconosciuto a livello internazionale e si tiene annualmente lo stesso giorno in tutto in mondo.
Questo meccanismo automatico di formazione continua e di certificazione delle competenze garantisce la serietà della professione e tutela le madri e i bambini .
In Italia questa figura professionale esiste dal 1991. Attualmente vi sono circa 150 IBCLC in tutto il territorio nazionale.

Quante mamme riesci a supportare quotidianamente?

Non c’è un numero giornaliero, perché quasi tutto il mio lavoro è quello che io chiamo “il pronto soccorso”., cioè rispondere alle richieste di aiuto di mamme che si trovano in difficoltà, quindi in modo totalmente imprevedibile. A queste chiamate si deve rispondere con molta tempestività, in particolare quando la mamma ha un neonato, e/o un bambino che non sta prendendo peso, rifiuta il seno, prende formula. Aspettare giorni preziosi in queste situazioni può compromettere seriamente situazioni già in difficoltà. Quindi succede che ci siano giorni o settimane in cui lavoro poco o pochissimo, e giorni in cui non so come vedere tutte le mamme che avrebbero bisogno! Considera anche che una consulenza ha una durata variabile che va da un’ora a due ore piene…
La situazione classica è quella delle chiamate del venerdì, quando arrivano magari 3 o 4 telefonate di mamme disperate dopo due giorni di telefono muto e mi arrampico sugli specchi per cercare di non farle aspettare fino al lunedì successivo, o delle emergenze delle feste!
C’è poi il lavoro online, perché curo una Pagina e un gruppo su Fb, oltre alla mia bacheca personale, il blog dove scrivo articoli circa una volta a settimana e i gruppi dove mi taggano per le mamme che chiedono aiuto. Per non parlare della mail, Whatsapp e Messenger!
Diciamo che il totale non l’ho mai calcolato, perché soprattutto su Fb ci sono giorni in cui dicevo decine e decine di notifiche! Mi capita spesso poi di incontrare per la prima volta una mamma che però mi dice che mi segue da mesi o anni e che il tale articolo o discussione, o la Pagina Latte E Coccole Roma le sono state di grande aiuto quando allattava o aveva il suo bambino piccolo.

A giugno ci sarà il 3° Convegno nazionale e workshop “Latte & Coccole” a Roma: dicci di più!

Nel 2013 abbiamo organizzato il nostro primo Convegno come Latte & Coccole, che ha visto la partecipazione di Michel Odent. Lo scorso anno abbiamo duplicato, e questo anno ripetiamo l’esperienza, trattando ogni volta argomenti diversi.
Quest’anno abbiamo voluto porre l’accento su cosa succede dopo i primi giorni o settimane di vita.  Le sfide per le mamme e per chi si occupa della promozione dell’allattamento e della salute perinatale, infatti, non si fermano alla nascita e in molti momenti i genitori, e di conseguenza gli operatori coinvolti, possono affrontare difficoltà o avere dubbi su cosa davvero dice l’evidenza scientifica rispetto a come risolvere tali momenti cruciali, in primis l’accrescimento del lattante e l’introduzione dei cibi solidi. Ma non solo: anche la gestione del sonno notturno è oggetto di grande discussione e tra le prime cause di ansia per i neogenitori, e motivo di interruzione dell’allattamento esclusivo; il ritorno della fertilità, che per una donna che allatta ha tempi e dinamiche diverse dai parametri usati spesso che si riferiscono a donne che non allattano; il ruolo dell’allattamento per la prevenzione dei disturbi della deglutizione e del linguaggio; le preoccupazioni sul soffocamento, quando il bambino inizia a mangiare i cibi solidi, tema emergente degli ultimi anni, che in molti genitori tocca il limite della fobia.
Tra i relatori, nomi autorevoli a livello nazionale ed internazionale, spiccano tra gli altri sicuramente Carlos Gonzalez, pediatra spagnolo autore di best sellers tradotti in varie lingue come “Il mio bambino non mi mangia” e Alessandra Bortolotti, psicologa, autrice di “E se poi prende il vizio” e “I cuccioli non dormono da soli”.
Nel workshop di venerdì tratteremo il tema delicato delle cicatrici, di particolare impatto per le mamme che hanno partorito con taglio cesareo ma anche per quelle che hanno subito un’episiotomia.
I nostri Convegni, come anche tutte le altre attività si distinguono perché possono partecipare operatori e anche genitori, e i bambini sono i benvenuti.

I nostri sogni cambiano come cambiano le stagioni, quali sono i tuoi? Tu che sei fedele e porti avanti con passione la tua tua mission, hai nuovi propositi e progetti?

Beh, quando ho iniziato il mio lavoro come IBCLC, venivo già da una grande organizzazione addirittura mondiale come LLL, quindi ho sempre pensato un po’ in grande . La figura professionale dell’IBCLC era sconosciuta totalmente, eravamo una cinquantina in tutt’Italia, e l’impegno – e la fatica – maggiore è stato farsi conoscere. Ancora non c’erano i social, tanto per dire…
Anni e anni di lavoro una mamma alla volta hanno portato di pari passo con l’aumento di interesse anche a livello istituzionale e del numero di colleghi a una maggiore visibilità della professione, seppure sempre con grandi diffidenze o carenze sul territorio. Di pari passo è venuto l’ampliamento dei servizi offerti alle mamme, oltre alla consulenza per l’allattamento, ai fine di diventare un punto di riferimento più ampio e completo per i neogenitori.
La vita poi mi ha messa davanti a sfide che non avrei mai immaginato e che per un certo periodo mi hanno chiesto di rallentare nei progetti e propositi. Quando mio marito è morto per un infarto fulminante nel 2013 ho imparato anche da quel frangente, ad accettare i miei limiti, a pormi obiettivi minimi anche solo un’ora per volta, e in particolare per quanto riguarda la gestione del lutto, che riguarda anche chi lavora nel campo della nascita. Ci ho messo tempo a ritornare ai miei ritmi abituali, molto tempo in confronto ai miei normali standard, ma anche questa è stata una lezione. Ora con l’associazione abbiamo ripreso i progetti, e in particolare con i due convegni 2017 e 2018 e i corsi di formazione per operatori e mamme volontarie (peer), vogliamo impegnarci a livello nazionale nel campo della formazione.
Amo molto sia la formazione che l’aiuto alle mamme, ma la gratitudine maggiore la provo quando una mamma mi chiama o torna e mi dice che ha risolto i problemi. Quello che ricevo dalle mamme e dai bambini è sempre più di quando io riesco a dare.
Sono convinta che il cambiamento arrivi prima se si lavora da tutte le direzioni, e coinvolgendo in modo paritario tutti gli “attori” in campo, donne in primis, mamme, e operatori.
Sono anche convinta che lavorare sui genitori sia uno dei compiti più importanti e col maggiore impatto verso l’obiettivo di una società umana migliore, più “umana” davvero. L’amore, il rispetto, l’empatia, necessari per trasforare questo mondo troppo violento, opportunista, individualista, si imparano sul campo, e non c’è campo migliore di quando si diventa genitori, se messi in grado di farlo bene, ascoltando i veri saggi, che sono i nostri bambini.

Fine

Website Associazione Latte&coccole di Martina Carabetta.

Martina, ti ringrazio dal profondo del cuore per tutto ciò che fai, per la tua energia e disponibilità e per aver condiviso con noi parte di te.

Erika

 

 

 

Le piccole Interviste.

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Oggi è il giorno giusto. Quello aspettato, nutrito. Si sa però che quando arriva, bisogna dargli una spinta ed io ultimamente tentennavo un po’ troppo, non mi decidevo a questo passo per paura che la mia parte sconclusionata non mi permettesse di portare avanti con costanza un’idea e renderla concreta.

Il progetto “Le Piccole Interviste” vuole essere una raccolta di chiacchierate fatte con persone meravigliose, fuochi fatui che negli ultimi anni mi hanno portato fin qui; Chi con una parola, una telefonata, una canzone o con la energia che sprigionano.

Vi racconterò di Donne, della loro vita, del loro percorso e dei loro sogni che per le più varie delle ragioni sono entrati in collisione con i miei.

Tante Donne, tutte diverse eppur legate da un filo invisibile che le collega l’un l’altra: storie di sorellanza, battaglie, missioni, affermazione, arte e testa alta e cuore aperto.

 

 

Stay Tuned!

Erika

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Acqua tonificante e rinfrescante per gambe affaticate FAI DA TE.

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Felice sera a tutti, qualche giorno fa ho iniziato a pensare all’estate e ai suoi piccoli fastidi, di conseguenza volevo creare delle semplici soluzioni da realizzare a casa.

Uno dei problemi più frequenti è il gonfiore agli arti inferiori e la circolazione che alza bandiera bianca. Ecco per voi quindi, uno spray tonificante e super rinfrescante  per gambe e piedini.

Ovviamente le ricette che vi propongo sono sempre molto easy sia nella realizzazione che nella quantità di materie prime da reperire.

OCCORRENTE:

  • 1 bottiglietta spray di vetro scuro sarebbe perfetta, ma volendo anche una di quelle in plastica va benone (capienza almeno 150 ml);
  • acqua distillata o oligominerale;
  • olio essenziale di menta piperita, olio essenziale di canfora e olio essenziale di limone;
  • 1 cucchiaio di gel di aloe vera puro (opzionale).

Sarà sufficiente versare l’acqua nella bottiglietta e aggiungere 10 gocce di o.e. di canfora, 10 gocce di o.e. di menta piperita e 5 gocce di o.e. di limone. Agitate bene e voilà… la vostra acqua di leggerezza è pronta. Se avete la pelle sensibile o disidratata potete aggiungere un cucchiaio di gel di aloe vera puro. Conservate lo spray in frigorifero per massimo 3 settimane.

EFFETTO ICE ASSICURATO!

Con la stessa modalità potrete preparare acque dopo sole, acque anti-zanzara… ma ne parleremo più avanti.

Ditemi la vostra e resto come sempre a disposizione per info sui prodotti a marchio Chogan.

Buon weekend di festa,

Erika.

 

 

 

 

 

 

 

 

Burro corpo montato – Ricetta.

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Felice martedì a tutti, oggi vi propongo una ricetta semplice e meravigliosa.

Preparerete un burro corpo per voi, ma vi verrà subito voglia di regalarne un po’ a quell’amica magari scetticona e amante dei prodotti da supermercato che hanno silicone anche sull’etichetta oppure a Mamma, Zie, Sorelle… insomma: sharing is caring, no?

La fragranza è stata scelta per evocare l’estate, la macchia mediterranea, le vacanze non troppo lontane e cosa non da meno, per tenere sempre alto il tono dell’umore.

OCCORRENTE:

  • uno o più barattolini di vetro precedentemente disifentatti con straccetto inumidico con alcool;
  • 100 gr Olio di Cocco;
  • 100 gr Burro di Karitè;
  • Olio essenziale di Bergamotto e Olio essenziale di Cedro, 10 gocce per tipo.

Dopo aver sciolto il burro di Karitè a bagnomaria unitelo agli altri ingredinti in una ciotola e azionate lo sbattitore a buona velocità per 5 minuti. Quando avrete ottenuto una crema dalla consistenza della panna montata, il vostro burro corpo sarà pronto.

Utilizzatelo su pelle umida dopo la doccia o il bagno e lasciatevi coccolare dalla sua consistenza unica e morbidissima e inebriare dalla sua fragranza agrumata e aromatica.

Ovviamente potete cambiare oli essenziali e ad esempio utilizzare lavanda e geranio per un tocco fiorito, patchuli e arancia dolce per un sentore orientale… sbizzarritevi.

 

Ditemi la vostra e condividete qui tra i commenti le vostre ricette!

Per info e ordini sui prodotti CHOGAN, scrivetemi.

 

Erika

 

 

 

 

 

 

 

 

Olio riequilibrante dei Chakra!

8d

Signore e Signori è Lunedì: abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile per affrontare al meglio la nuova settimana.

Molti optano per mug di caffè nero e bollente, chi si fa una docciona ghiacciata al mattino, chi va a correre alle prime luci dell’alba e chi invece, come me, non dorme la notte creando nuove ricette da condividere qui sul Blog.

Questa mattina tante energie girano, a volte si abbracciano, altre si scontrano per poi ripartire, ho bisogno di riequilibrarmi. Se anche voi vi sentite labirintici, provate questa miscela e ditemi cosa ne pensate.

 

OCCORRENTE:

Olio base purissimo e bio a scelta tra Cocco e Jojoba;

Oli essenziali di:

  • patchouli
  • cedro
  • lavanda
  • limone
  • geranio
  • ylang-ylang
  • arancia dolce

In 100ml di olio aggiungete 6 gocce per ogni varietà di olio essenziale e agitare bene la miscela. La fragranza di questo olio sarà evocativa, calda e gioiosa.

Potete poi utilizzarlo dopo il bagno o la doccia, per un massaggio, ma che tenerlo con voi in borsetta riempiendo una boccetta con roll-on. Ottimo piccolo pronto soccorso nelle giornate faticose e infinite.

 

Impaziente di ricevere le vostre review!

 

Felice settimana,

Erika.